Viaggio verso la voce

Emanuela Torresi

Viaggio verso la voce

 

Lavorare con la voce vuol dire non solo educare e rieducare, ma anche prevenire ogni disturbo, non aspettare che si verifichi. Portare ogni professionista alla conoscenza del proprio organo vocale ed al suo corretto utilizzo.
Questo sito è rivolto a tutti coloro che lavorano con la voce siano essi logopedisti, medici, artisti professionisti o dilettanti, con lo scopo di creare un punto di collegamento in cui sciogliere dubbi, porre domande ed approfondire.

Dove nasce la voce

 

"Ho cercato la Voce, e invece di trovare un Suono, ho trovato l'Uomo, con le sue contraddizioni comportamentali, con la sua ricchezza emotiva"
P. Cadonici

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Immagine della laringe La sorgente della voce è situata in un organo cartilagineo chiamato laringe, situato nella regione anteriore del collo. Si trova "appesa" nel collo, collegata tramite muscoli e legamenti all'osso ioide. E' di forma triangolare.
La parte anteriore viene spesso paragonata alla prua di una nave per la sua particolare sporgenza che negli uomini viene spesso designata come pomo d'Adamo.
Può essere divisa in tre parti:
- la regione sovraglottica: zona dove si trova l'epiglottide, una particolare cartilagine dalla caratteristica forma di una foglia, le corde false, chiamate così perché sono simili a quelle vere ma non si muovono e non producono suoni, il ventricolo del Morgagni, una piccolissima cavità.
- la regione glottica, luogo dove si trovano le corde vocali vere, due ripiegamenti piccolissimi della mucosa della laringe percorse da fasci muscolari; le cartilagini aritenoidi, due piccoli uncini che partecipano all'apertura e chiusura delle corde vocali.
- regione ipoglottica, al di sotto delle corde vocali ci tuffiamo in trachea,. Qui si trovano i primi anelli di cartilagine del tubo respiratorio, la cartilagine che fa da punto di collegamento è la cricoidea.

Altre immagini che raffigurano la laringe nelle sue parti in dettaglio Le cartilagini, però, per poter interagire tra di loro devono essere collegate, ed ecco i legamenti ed i muscoli. Nella zona della laringe ci sono così tanti muscoli che per comodità divideremo in due gruppi:
- muscoli intrinseci, che sono responsabili dei movimenti di apertura e chiusura delle corde vocali;
- muscoli estrinseci che permettono il movimento di innalzamento e abbassamento di tutta la laringe.





Respirare

 

Vignetta raffigurante una donna che sta parlando al cellulareIl modo con cui prendiamo aria, le pause che intercaliamo nel discorso e la quantità di aria che immettiamo condizionano notevolmente le produzione vocale.
Il nostro apparato respiratorio è formato dalla trachea, dai bronchi e dai polmoni e da una parte scheletrica, lo sterno e le coste, e da una muscolare. L'utilizzo dei muscoli respiratori in modo corretto ci permette di controllare la presa e l'emissione dell'aria così che siamo noi a deciderne la modalità.
Questi importantissimi muscoli sono: il diaframma, caratteristico per la sua forma a cupola, che separa nettamente in senso orizzontale la cavità toracica da quella addominale.
Si trova a contatto con il cuore, il fegato e lo stomaco. Si attiva quando l'aria entra nei polmoni abbassandosi, si rilassa durante l'espirazione risalendo verso l'alto.
La sua flessibilità lo assimila ad una pelle di tamburo che si tende a seconda dei movimenti del torace su cui i sui bordi sono incollati.
I muscoli intercostali,che hanno il compito di sollevare le coste durante la presa di aria ed i muscoli addominali che permettono il controllo durante l'emissione dell'aria.
I muscoli intercostali, che hanno il compito di sollevare le costedurante la presa di aria ed i muscoli addominali che permettono il controllo durante l'emissione dell'aria.


LA VOCE "MALATA"

 

Vignetta raffigurante una maestra che sta indicando le prime lettere dell'alfabeto alla lavagnaQuando la nostra voce si modifica, diventa rauca, soffiata ed parlare diventa sinonimo di fastidio, siamo di fronte ad una disfonia.

La disfonia è un'alterazione della voce parlata, mentre nel caso della voce cantata incontriamo il termine disodia.

In genere si associa a mal di gola e tosse, risulta temporanea, nel giro di pochi giorni la nostra voce ritorna come prima. Ma quando preoccuparsi?

Nel caso in cui la nostra voce si modifica molto e soprattutto se il problema persiste oltre i 15 giorni è necessario farsi vedere da uno specialista (foniatra o otorino) per sottoporsi ad un esame endoscopico.

Tante possono essere le cause che possono determinare una disfonia.
Essa può dipendere da lesioni a carico delle corde vocali per esempio noduli, polipi, granulomi, edema di Reinke..., da patologie di origine psichica, da patologie della muta vocale, da patologie neurologiche.

Anche un utilizzo inadeguato della voce può portare alla disfonia.
E' il caso di quei soggetti che utilizzano la propria voce a fini professionali come insegnanti, avvocati, speaker, cantanti, attori.

Ma anche tutta la gente comune che abusa della voce frequentemente sia in termini di intensità, altezza tonale e impostazione (malmenage) sia in quantità e velocità di eloquio (surmenage).

Cosa fare se c'è qualcosa che non va nella voce?

 

Sarebbe necessario fare attenzione a tutti quei casi in cui la disfonia si ripresenta sempre dopo un aumento del carico vocale e soprattutto se il tempo necessario per il recupero e la necessità di riposo vocale tendono ad aumentare.
In questo caso la disfonia può complicarsi dando origine a veri e propri danni fisici alle corde vocali.

In questo caso sarà indispensabile consultare un medico ed un logopedista.

Ascoltare la propria voce, respirare in maniera corretta, utilizzare una buona velocità di eloquio, rispettare semplici regole di igiene vocale, sono gli elementi essenziali per una voce bella e sana.

 

INTERVISTIAMO LA LOGOPEDISTA

Che cosa si intende per voce sana?Vignetta raffigurante una logopedista
Utilizzando un linguaggio specifico si può parlare di voce eufonica , come viene definita da Silvia Magnani. Si ha nel momento in cui la voce raggiunge l'obiettivo comunicativo, viene prodotta senza sforzo e con piacere, rispettando la natura del nostro apparato fonatorio.


Che cos'è la disfonia?
E' un disturbo qualitativo e quantitativo della voce che va dalla raucedine fino all'afonia, rendendo difficile la produzione di una voce "normale".

Quali sono le cause di disfonia?
Possono essere molteplici:dalla laringite dovuta a un processo infiammatorio rino-faringeo, alla più grave cioè da un cancro alla laringe.

Quanti e quali tipi?
In base alle cause si possono distinguere disfonie organiche (laringite acute e croniche, cheratosi, papilloma,pachidermia,laringocele) e disfonie disfunzionali con esiti organici (noduli, edema di Reinke, polipo cordale, ulcera da contatto, ipotonia muscolare).
Si è parlato di disfonie disfunzionali, cioè da non corretta funzionalità dell'organo vocale, quali sono i comportamenti che si possono avere?
Per causare una disfonia generalmente si hanno comportamenti in eccesso di funzione: abuso della forza muscolare di adduzione (avvicinamento delle corde), alterazione del ritmo e non rispetto delle pause di rifornimento, fonazione a intensità eccessive, aumento eccessivo della lunghezza e tensione delle corde durante la fonazione, eccessivo uso della voce per tempi lunghi, adduzione eccessiva delle false corde.

Che cos'è la disodia?
Si intende il disturbo della voce cantata per la cui definizione è necessario individuare i sintomi di specifica alterazione nella performance sia da un punto di vista percettivo-vocale che propriocettivo.
Si tratta quindi di una perdita dell'adeguatezza nella gestione dei parametri vocali, in relazione a un codice esecutivo, per cause organiche o funzionali.

Il logopedista amico o nemico?
Spesso andare dal logopedista viene considerato come una debolezza, ammettere che qualcosa non va. Non è così. Le sedute di logopedia non devono servire soltanto a eliminare un disturbo ma anche a prendere consapevolezza, a fare un punto in un percorso che si sta compiendo, a togliere dubbi, a chiedere consigli.

Esiste solo un metodo per la riabilitazione di un cantante?
Assolutamente no, esistono moltissimi metodi ed approcci.
La scelta di dell'utilizzo di un metodo piuttosto che un altro dipende dall'obiettivo che si vuole raggiungere e dalla persona che intraprende il percorso di riabilitazione.
Riabilitare un professionista della voce come un cantante o un attore richiede capacità di mettersi in gioco e molta disponibilità al confronto, visto che chi abbiamo di fronte è un esperto della voce o comunque dovrebbe diventarlo.

Che cosa fare quando si ha la sensazione che la quello che stiamo cantando o recitando ci provoca uno sforzo eccessivo nella voce oppure diventiamo afoni subito dopo la performance?
Naturalmente questo è un campanello d'allarme. Qualcosa non va bene. Non si può ignorare un tale segnale da parte del nostro corpo, si può prendere tempo, ma non si deve certamente far finta di nulla. Soprattutto è importante evitare che questo si prolunghi nel tempo e che provochi danni concreti

 

INTERVISTIAMO L'OTORINOLARINGOIATRA


Quali sono le sostanze che hanno un potere essicante sulle mucose?
Le sostanza che possono avere effetto essiccante sulle mucose e quindi ridurre la viscosità cordalesono: antiacidi, antireflusso, antispastici, antitosse, broncodilatatori, decongestionanti nasali, anticinetosici, antidepressivi, antipsicotici, ipnotici, antiparkinsoniani.
E' necessario esserne a conoscenza per tentare di ovviare con una maggiore idratazione, soprattutto in vista di una performance vocale.

In cosa consiste la valutazione strumentale della voce?
Gli strumenti per eseguire una valutazione accurata della voce sono molteplici, i più comuni sono la STROBOSCOPIA, HIGH SPEED ENDOSCOPIA, STROBOSCOPIA IN HD e l'ELETTROGLOTTOGRAFIA.
Per un'analisi acustica: SPETTROGRAFIA, VOCALIGRAFIA, FONETOGRAFIA, SPETTRO DI POTENZA.

Nel caso di un intervento chirurgico alle corde vocali, quali sono le
norme a cui attenersi nel periodo subito dopo l'operazione?

Vignetta raffigurante un otorinolaringoiatra
In genere si chiede un riposo vocale assoluto nel tempo immediato postoperatorio, da 3 a 15 giorni.
In tale indicazione sono inclusi anche il raclage e la tosse oltre alla fonazione. Quando è terminato tale periodo si dovrà riprendere la fonazione riducendone i tempi e l'intensità per circa 20 giorni.
Nel caso della voce cantanta, la ripresa del canto dovrebbe avvenire almeno dopo un mese e mezzo nel cantante amatoriale e tre mesi per il professionista.

Perché si consiglia un periodo di trattamento post-operatorio?

Si consiglia il trattamento post-operatorio per ripristinare un buon coordinamento pneumofonico e favorire una buona riepitelizzazione.
Nel cantante amatoriale o nell'allievo la sua funzione è anche rieducativa e correttiva, mentre nel professionista svolge il ruolo di guida nella ripresa della normalità di funzione e di monitoraggio nel tempo.

Quali sono le norme antireflusso?
Ci sono alcune norme per ridurre o prevenire il reflusso quali: inclinare il letto, modificare la dieta,ridurre il peso corporeo se si è in soprappeso, evitare il fumo e l'eccessivo consumo di alcool, evitare di alimentarsi prima di coricarsi o addirittura a letto.
Una breve passeggiata dopo i pasti può essere utile ad accelerare la digestione, evitare, se possibile, farmaci che possono indurre o aggravare il reflusso (teofillina, calcio-antagonisti, progesterone, FANS), evitare quei movimenti che aumentano la pressione addominale (flessioni sul busto, esercizi per addominali, body-building, sollevamento pesi) e gli indumenti o le cinture troppo stretti.

Ha parlato di modificazione della dieta, quali sono quindi gli alimenti da evitare?
Generalmente si consiglia di evitare legumi, uova sode o fritte, dolci, bevande quali caffé, té, birra, pomodori crudi, agrumi, verdure fibrose crude, carni grasse o affumicate, formaggi molto grassi e latte intero, burro, margarina, strutto.

Quali sono i segnali d'allarme per il reflusso?
Affaticabilità vocale, perturbazione del segnale, scarsa prestazione vocale mattutina, sensazione di voce dura, senso di corpo estraneo in faringe, presenza di muco, dolore ipofaringeo, desiderio di schiarirsi la voce, senso di secchezza delle mucose, singhiozzo, fame d'aria, tosse secca e stizzosa.

LO SAPEVATE CHE...
Si può curare la voce con i colori?

Afferma Christa Muths che si possono curare con il verde, il blu, il rosso-arancione, il rosso. La gola...rappresenta la nostra capacità di parlare per noi stessi (chakra della gola:chakra della comunicazione). Il mal di gola indica quasi sempre rabbia soffocata...La gola rappresenta anche la nostra creatività. Le persone che soffrono costantemente di faringiti hanno problemi con il ibero sviluppo della loro creatività; si sentono bloccate e spesso vivono la loro vita per gli altri. Le tonsilliti e i problemi con la tiroide indicano una creatività frustrata e un'incapacità di fare ciò che si desidera.

Inoltre...

il chakra corrispondente del blu è quello della laringe... il blu è calmante, rinfrescante, rilassante...ha un effetto antisettico, è rinfrescante sulle infiammazioni...è indicato per eczemi,...mal di gola, infezioni dell'orecchio...è indice di curiosità, interesse profondo, istinti di ricerca...l'uso di sciarpe azzurre aiuta il processo di guarigione.

I disegni sono a cura di Elisa Lattanzi.

 

© 2011 Emanuela Torresi

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